Perugia Vintage cartoline

Dalla soffitta – episodio n. 1

La grande soffitta della casa nella quale sono cresciuta rappresenta per me una miniera inesauribile, non solo di ricordi, ma anche di ispirazioni e di continue scoperte, ancora oggi. Da bambina ho trascorso giornate intere ad esplorare scatole ricolme di libri ed oggetti di ogni tipo, con cui mi divertivo ad inventare storie infinite.

La soffitta, nonostante abbia subito negli anni qualche debole tentativo di riorganizzazione, rimane sempre lo stesso accumulo di scatole e bauli; sono io che negli anni, attraverso gli studi e le esperienze, mi immergo periodicamente in quella stessa miniera con occhi nuovi, accorgendomi ogni volta di tesori prima ignorati.

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Questa volta, in una di quelle vecchie cassette di legno per la frutta, ho ritrovato quello che rimane della cartoleria appartenuta alla sorella di mia nonna. Da piccola ero molto affezionata a quella che io chiamavo “la zia Iside” (dubito che i suoi genitori conoscessero le origini egizie di questo nome), la quale aveva un piccolo negozio in centro, in via Pinturicchio, dove vendeva articoli per la scuola e per i turisti.

Tra vecchie matite, squadre di legno e quaderni da stenografia, ho scoperto alcune cartoline che ritraggono il centro storico di Perugia, verso gli anni ’60: le foto sembrano originariamente in bianco e nero, sui cui negativi siano stati successivamente dipinti i colori. Il cielo turchino, le Cinquecento gialle e rosse, la ridotta tavolozza cromatica ancora brillano su queste stampe di cinquant’anni fa.

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C’è da aggiungere che ho sempre avuto una passione irresistibile per le cartoline, ne colleziono da sempre, ma senza ambizioni di quantità, personalmente le associo ad un preciso ricordo di un’esperienza o di una riflessione, che così diventano tangibili. Viaggi, musei, mostre, serate nei locali… non è strano vedermi comprare o raccogliere cartoline in ogni occasione.

Conservo le cartoline in una scatola rossa accanto alla scrivania sulla quale lavoro. Spesso le sfoglio, alla ricerca di riferimenti e ispirazioni per i miei progetti. Alcune me le sono spedite, su altre ho scritto pensieri o date, ognuna è un ricordo nitido. Insieme raccontano parte della mia storia, il mio linguaggio estetico, mi aiutano a ricordare. Sono come le scatole nella soffitta della mia memoria, che ogni tanto dimentico.

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Le cartoline sono una di quelle espressioni di comunicazione analogica che la nostra era digitale sta perdendo. La composizione del messaggio attraverso al cartolina ha la stessa “lentezza” della fotografia su rullino: ci sono dei tempi di elaborazione e di attesa, a cui oggi la nostra impazienza non è più abituata. Come la fotografia analogica, la cartolina racchiude un momento, un ricordo su carta, racconta della persona che la imprime e restituisce tutto questo attraverso una prova concreta.

Amo ancora scrivere lettere e cartoline, accanto ad e-mail, articoli per il blog e tweet di ultima generazione. Non nego l’evoluzione della tecnologia, ne apprezzo le possibilità di condivisione e velocità delle informazioni. Però resto ancora affezionata all’autenticità e al fascino dell’attesa degli strumenti analogici, che rendono tangibili relazioni ed esperienze, attraverso il tempo.

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  1. Elisabetta forse me la ricordo anche io la cartoleria di v. Pinturicchio!!!!

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